La cultura

La famiglia Branca ha sempre dimostrato una grande attenzione alla cultura e al contesto sociale, alle sue trasformazioni e alle sue esigenze. Ne sono un ottimo esempio gli annunci pubblicitari pubblicati a partire dal febbraio 1865, i manifesti e le “pubblicità” commissionati alle migliori agenzie del tempo, così come la partecipazione alle grandi esposizioni del Novecento e la promozione di diverse iniziative culturali legate al territorio.
Tra le iniziative culturali promosse negli anni si ricordano il recupero della Torre del Parco Sempione di Milano, oggi Torre Branca l’allestimento del museo “Collezione Branca” all’interno del complesso produttivo di Via Resegone, la trasformazione dello stabilimento di Saint-Louis in Francia in uno spazio espositivo permanente d’arte moderna, l’istituzione del Museo Carpano a Torino, il restyling della ciminiera Branca in occasione della celebrazione dei 170anni di Fratelli Branca Distillerie, l’organizzazione, in Argentina, del concorso “Arte Unico” e molto altro: manifestazioni e simboli senza tempo di un’attitudine aziendale rivolta al futuro, ma senza perdere di vista il passato, da valorizzare e custodire.

Il museo “Collezione Branca”, inaugurato nel 2009, è un museo d’impresa nato per iniziativa della famiglia Branca con lo scopo di fare conoscere la storia, la tradizione e la cultura di Branca e l’evoluzione imprenditoriale dell’azienda dalle sue origini fino ai giorni nostri. Un percorso di oltre 1.000 Mq che si snoda tra dipinti, sculture, materie prime e strumenti di lavoro che raccontano una realtà fatta di qualità e passione.

Disegnata da Giò Ponti ed eretta a tempo record nel 1933 in occasione della quinta mostra Triennale, la “Torre Branca” è uno dei luoghi più celebri della città di Milano. Divenuta inagibile nel 1972, la Torre è stata interamente restaurata e resa nuovamente accessibile nel 2002 per volontà della famiglia Branca in segno di omaggio alla città di Milano, prendendo da quel momento il nome di “Torre Branca”.

L’Accademia è un luogo di innovazione, promosso dal Centro Studi, per dare valore al percorso imprenditoriale dei barmanager, dei bartender e dei mixologist. È inoltre, anzitutto, un luogo di riflessione culturale, nel quale unire il sapere e il saper fare italiano, con la conoscenza del mondo degli spirits.

Parte dello sviluppo della Fratelli Branca è scritta tra le pagine della storia francese. A St. Louis, infatti, dal 1909, fu operativa una delle distillerie della famiglia milanese. L’edificio, lungo 50 metri, è sormontato da un’aquila di rame, emblema della Fratelli Branca, progettata per dominare il padiglione dell’azienda durante la fiera internazionale di Milano del 1906.

Oggi, sospese le attività di distillazione, la struttura ospita la Fondation Fernet-Branca e rientra, dal 4 luglio 1996, su riconoscimento del prefetto della regione d’Alsazia, nell’inventario dei monumenti storici francesi. Il museo è stato inaugurato il 15 giugno 2004 dal Presidente della repubblica francese.

Branca, in collaborazione con Eataly e i servizi Museali della città di Torino, ha dedicato un museo alla storia del marchio Carpano. Il Museo, ubicato al primo piano dell’ex stabilimento, nelle stanze che un tempo costituivano l’archivio documenti e gli spazi dedicati all’estrazione delle erbe, alla combinazione degli ingredienti e alla conservazione degli estratti e che oggi ospitano Eataly Torino, propone un percorso che guida i visitatori alla scoperta dei momenti salienti della storia e della produzione del vermouth Carpano.

Dalla collaborazione tra gli Orticanoodles e la Fratelli Branca Distillerie, nel 2015, in occasione dei centosettanta anni di attività dell’azienda, è nato il progetto di street art dedicato al restyling della ciminiera Branca di via Resegone. Un’iniziativa simbolo del connubio tra arte contemporanea e impresa, promossa con l’intento di valorizzare la ciminiera posta all’interno della fabbrica, elemento urbano comune nell’architettura industriale e di dimensioni importanti che, prima del murales, era stato quasi dimenticato. L’opera ha seguito il tema del “Novare Serbando” rinnovando la ciminiera, che risale ai primi del Novecento, con gli elementi chiave della comunicazione Branca e colori accentuati, e conservandone la forma originale e il legame col territorio.